Disturbi d’ansia

Partiamo innanzitutto dal definire che cos’è l’Ansia, ovvero quell’emozione complessa che tutti noi proviamo quando siamo posti di fronte ad una minaccia o pericolo imminente e grave. L’ansia perciò consiste in uno stato di allerta che ci permette di reagire prontamente qualora dovesse sopraggiungere un pericolo.

Come si presenta?
L’Ansia è caratterizzata da un’intensa attivazione fisiologica come palpitazioni, tachicardia, tremori, secchezza delle fauci, tensione muscolare, aumento della sudorazione, aumento della frequenza respiratoria, ecc. accompagnate da una forte preoccupazione per qualcosa che accadrà nell’imminente futuro, con l’attivazione della risposta comportamentale di evitamento e fuga.
L’ansia risulta dunque utile, a livello evoluzionistico, per proteggere l’individuo dalla minaccia di un danno.

Quando l’ansia diventa un problema?
Succede alle volte però che questa risposta (di ansia) si attivi in modo generalizzato e senza un apparente motivo. La persona sperimenta quindi uno stato di tensione e minaccia pressoché costante, anche quando la probabilità di andare incontro al pericolo temuto è scarsa se non addirittura nulla. Nonostante ciò il soggetto non è in grado di trovare rassicurazione e resta in un costante stato di pre-allerta.

La Terapia Cognitivo Comportamentale CBT cercherà assieme al paziente di comprendere il problema, capirne il funzionamento in quella specifica persona, tentando di trovare eventuali circoli viziosi, pensieri e comportamenti disfunzionali e provando a sostituirli con altri più funzionali.

ATTACCHI DI PANICO e AGORAFOBIA

Cos’è un Attacco di Panico?
Chi sperimenta un Attacco di Panico prova, in un preciso periodo, un’intensa paura o disagio, o una sensazione di morte imminente accompagnata da un’intensa attivazione fisiologica.
La persona sente che sta realmente accadendo ciò che teme di più, ovvero che sta vivendo una catastrofe e le emozioni e i comportamenti che si attivano sono quelli deputati alla gestione dell’emergenza (lotta e fuga).

Generalmente un attacco di panico raggiunge il suo picco in alcuni minuti (es. 10) e i sintomi sperimentati possono essere di tipo:

  • cardiorespiratori, come tachicardia, oppressione al petto, dispnea … ;
  • gastrointestinali, come mal di stomaco, nausea, vomito, diarrea, tensione addominale … ;
  • vestibolari, come vertigini, sensazione di svenimento, instabilità, sensazioni di sbandamento, testa leggera … ;
  • psicosensoriali, come derealizzazione (sensazione di non appartenenza, di essere fuori dalla realtà esterna), depersonalizzazione (percezione di distacco dal senso di sé), disorientamento, paura di perdere il controllo o di impazzire o di morire … .

Quando si può parlare di Disturbo di Panico?
Si può parlare di Disturbo di Panico quando vi è la presenza di attacchi di panico ricorrenti e imprevedibili, in altre parole quando vi è la sensazione che si manifestino “a ciel sereno”.
La persona appare inoltre significativamente preoccupata di avere altri attacchi di panico o di sperimentare le sue conseguenze (impazzire, attacco cardiaco, …), tanto da portare il soggetto a modificare il proprio comportamento.

Che cos’è l’Agorafobia?
L’Agorafobia consiste in una marcata “paura o ansia a essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto in caso di attacco di panico o sintomi simili (es. paura di un attacco di diarrea o di vertigini)” (DSM-IV).
La conseguenza spesso a queste sensazioni consiste nell’evitare tutte quelle situazioni che possono portare a sperimentare tale angoscia come: il restare da soli, o essere lontani da luoghi o persone familiari, o trovarsi in mezzo alla folla, o in spazi aperti e ampi, oppure infine in luoghi chiusi o nei quali si può sperimentare costrizione fisica.
A volte le situazioni temute possono però essere affrontate sopportando un intenso disagio, oppure attraverso la presenza di una persona che assume un ruolo a quel punto protettivo.
L’Agorafobia può manifestarsi in presenza di un Disturbo di Panico, ma anche in modo indipendente da esso.

La Terapia Cognitivo Comportamentale CBT, sempre in un’ottica di collaborazione, si proporrà di comprendere il modello di funzionamento del disturbo, di identificare i fattori di mantenimento oltre che a quelli che hanno portato allo sviluppo e all’esordio del problema e di mettere in atto interventi finalizzati alla riduzione del disagio psicologico.

FOBIA SPECIFICA e FOBIA SOCIALE

Quando siamo in presenza di una Fobia Specifica?
La Fobia Specifica consiste nella paura marcata, eccessiva o irragionevole di certe situazioni od oggetti ben distinti. L’esposizione a essi provoca perciò nel soggetto un’ansia significativa che può arrivare ad un vero e proprio attacco di panico, il soggetto tenderà quindi a mettere in atto condotte di evitamento relative allo stimolo fobico, oppure quest’ultimo potrà essere sopportato con una forte preoccupazione.
L’ansia e la paura possono comparire in presenza dell’oggetto o della situazione specifica o quando la persona si aspetta che le incontrerà di lì a poco.

La Terapia Cognitivo Comportamentale CBT aiuterà la persona ad identificare lo stimolo ansiogeno, a costruire una gerarchia d’intensità di disagio esperito cercando di “desensibilizzare” il soggetto dapprima in immaginazione e poi in vivo allo stimolo, utilizzando anche tecniche di rilassamento.

Come si caratterizza la Fobia Sociale?
Uno dei criteri che definisce la Fobia Sociale è “la paura marcata e persistente di situazioni sociali o di circostanze nelle quali il soggetto è esposto a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. L’individuo teme inoltre di agire in modo umiliante o imbarazzante o di mostrare sintomi di ansia” (DSM-IV).
L’esposizione a esse porta a un’importante risposta di tipo ansioso, che può arrivare all’attacco di panico, e per questo spesso le situazioni temute, come parlare in pubblico, conversare, mangiare, bere, scrivere in presenza di qualcuno, vengono evitate.
La paura principale è quella di rimanere imbarazzati e di essere giudicati ansiosi o deboli e lo scopo prioritario è dunque quello di evitare a tutti i costi di fare una brutta figura.

La Terapia Cognitivo Comportamentale CBT sarà orientata a ricostruire il modello cognitivo della fobia sociale, mettendo in luce i processi di autovalutazione, le credenze disfunzionali nonché i meccanismi di mantenimento del disturbo cercando, attraverso tecniche e strumenti specifici, di modificare quelle patogene riducendo in questo modo il disagio esperito.